Molto più di una colazione

Molte mamme mi chiedono come favorire il consumo di frutta (e verdura) nei loro bambini e generalmente la mia prima domanda è: Quali sono le vostre abitudini alimentari? Il bambino vi osserva normalmente mentre mangiate frutta e verdura?

Se la risposta è SI! consiglio di permettere al bambino di partecipare alla preparazione del pasto. Quando il bambino può manipolare il cibo, preparare qualcosa con le sue mani, generalmente è anche più predisposto al suo consumo.

Preparare il pasto insieme al genitore, o ad un adulto che si occupa del bambino, non ha solo l’obiettivo di fargli mangiare la frutta ma anche quello di permettere al bambino di fare esperienza e acquisire tutta una serie di competenze che gli saranno utili in futuro.

Mi piace molto osservare Rebecca quando si orienta all’interno della cucina e si organizza per prendere l’occorrente e attendere l’inizio dell’attività. Stamattina, ad esempio, ogni cosa le proponevo come colazione non incontrava il suo gusto, allora le ho proposto di aiutarmi a preparare una gustosa spremuta. Generalmente l’uso del termine “aiutarmi” la attiva molto, le piace essere di aiuto, si sente coinvolta e più disposta a collaborare. Così le ho mostrato quale fosse lo spremi agrumi e le ho chiesto di appoggiarlo sul tavolo. Successivamente le ho descritto verbalmente come stavo tagliando l’arancia e mostrato il punto che poi avrebbe inserito nello spremiagrumi. Ovviamente la sua forza non è sufficiente a terminare l’operazione, così le ho chiesto se potevo aiutarla a spremere del tutto l’arancio. Solo dopo aver accettato ho preso il suo arancio per terminare la spremitura.
Insieme abbiamo trasferito la spremuta sul bicchiere che ha portato sul tavolo, dove ha bevuto tutto d’un fiato il suo succo e anche con grande soddisfazione.

Nonostante io sia insegnante non è sempre facile per me avere uno scambio efficace con la mia bambina, ma noto che quando lo faccio tutto scorre più velocemente.
Quando mi allineo ai suoi bisogni di essere rispettata e non strattonata, di darle tempo e non metterle fretta, di riconoscere il suo bisogno di sentirsi partecipe, protagonista, mi sento bene, soddisfatta di me. Sono certa inoltre che questo tipo di esperienze permette al bambino di sviluppare fiducia in sé, nelle sue possibilità, nel suo essere parte attiva del sistema famiglia.
Quando sono presa dai miei pensieri, le mie preoccupazioni, spesso mi dimentico dei avere accanto una persona con i suoi bisogni, le sue esigenze, e qualche volta mi capita di comportarmi come se al mio fianco ci dovesse essere un soldatino che deve obbedire ai miei comandi…ma quando è così non funziona niente. Il flusso di cui parlavo prima si blocca.

Essere presenti a se e ai propri bisogni comporta una grande lucidità, ma è un atto di responsabilità verso un individuo che sta formando la propria percezione del mondo, degli adulti, di se stessi. Offrirgli un tempo e uno spazio per poterlo fare è il forse il compito più difficile a cui noi genitori siamo chiamati.

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