Siamo quello che mangiamo

Me lo ripeteva spesso mia nonna, ma non capivo granché! Non ho mai capito molto dei consigli saggi che mi davano… c’ho messo molti anni. E negli anni li ho riscoperti.
Ero affascinata da come mia nonna preparava con cura i suoi pasti, sceglieva con attenzione dove acquistare il cibo, come cucinarlo. Mi diceva che non si può mangiare qualsiasi cosa, che il corpo ha bisogno di cibo vivo per mantenersi in salute. Che il corpo ha bisogno di cibo cucinato con amore per nutrire… e io il sapore delle sue fettine in padella me lo ricordo ancora!

Qualche anno fa, rivolgendomi ad un nutrizionista, ho scoperto il grande potere dell’alimentazione sullo stato di benessere fisico e psicologico. Ho potuto scoprire, ad esempio, che se stai vivendo un periodo di cambiamento, che richiede fatica da un punto di vista emotivo, è necessario non appesantire lo stomaco, privilegiare una alimentazione semplice.
Se mangiamo cibi pesanti il nostro intestino (secondo cervello) sarà così impegnato a digerire zuccheri, grassi, ecc. che non avremo più energia per digerire quello che non ci va giù a livello alimentare, di relazioni e del quotidiano: saremo meno concentrati, distratti, irascibili e poco lucidi nell’affrontare le questioni. Ciò significa che una piccola opposizione di nostro figlio può diventare terreno di scontro, trasformando una normale giornata in terribile. Avremo meno pazienza e non saremo disponibili a cercare una via pacifica di risoluzione del problema. Quello che dico può sembrare assolutamente strambo, ma fate una prova: provate a osservare il vostro comportamento dopo i pasti. Osservate, senza giudicare, la vostra capacità di sopportazione dopo aver mangiato pizza, birra, patatine fritte e gelato (pasto tipico di un sabato qualunque) o dopo aver fatto un pasto più leggero e salutare. Siamo quello che mangiamo, ricordi?
Molti storceranno il naso e diranno che il pasto salutare è meno gustoso: convinzione assolutamente falsa. Il corpo (pneuma-psico-soma) è un tutto integrato, non qualcosa di frammentato.

Se quello che dico è vero, calatelo nella realtà e soprattutto nelle abitudini alimentari dei bambini. Spesso si sceglie per loro cibo confezionato, contenente molti zuccheri e grassi, per praticità, velocità, ma questi cibi vanno a influenzare negativamente la capacità di concentrazione del bambino nelle attività cognitive, l’attività comportamentale e il tono dell’umore in generale, rendendoli iper-eccitati da un punto di vista fisico (quindi irrequieti), ma pigri e demotivati da un punto di vista umorale.

Come l’alimentazione può aiutarci nel nostro vivere quotidiano?
Ci sono molti siti internet dedicati alla nutrizione infantile o alla nutrizione in famiglia. Seguo con molto interesse il sito della dietista Francesca Oggionni, neo mamma, parla di equilibrio, buon cibo e fertilità. Offre molte strategie per conciliare uno stile alimentare sano alla propria vita quotidiana piena di impegni. Spesso pensiamo che per mangiare bene dobbiamo avere molto tempo a disposizione; è bello scoprire che non è così e che il segreto sta tutto nell’organizzare adeguatamente la propria lista della spesa, le preparazioni, il proprio tempo. Nel sito ci sono anche molte ricette e materiali. Per me è stato molto utile, soprattutto per ripartire da settembre…col piede giusto.

Porridge https://unamelaperdietista.it/colazione-il-porridge/

Come educare un bambino ad una sana alimentazione?
Io credo che prima di tutto ci sia l’esempio, e poi la disposizione individuale.
Diventare modello di alimentazione sana non significa sacrificarsi ma scegliere la salute, il meglio per se e per la propria vita. È importante che i genitori sperimentino quanto una alimentazione sana e consapevole sia importante in termini di miglioramento della qualità della vita. Successivamente potranno scegliere che indirizzo dare alla propria vita familiare, quali insegnamenti trasmettere, non solo a livello comportamentale, di norme e valori, ma anche di cura del proprio corpo.

Molte mamme mi chiedono come possano aiutare i loro bambini a mangiare verdure, legumi. Il mio consiglio è sempre molto semplice: coinvolgere il bambino nella preparazione del pasto: lo farà sentire importante, sarà così orgoglioso di averlo preparato da solo che proverà anche un grande gusto nel mangiarlo e nell’assicurarsi che tutti lo mangino. Provate con torte o biscotti per la colazione, centrifughe di frutta per la merenda, polpette, hamburger di ceci, zucchine ripiene per la cena… troverete moltissime ricette divertenti e salutari.

Fate della vostra cucina uno spazio in cui il bambino possa sentirsi coinvolto, non escluso, approfittate del momento in cui è felice di fare insieme a voi e sostenete lo sviluppo di moltissime competenze che gli sono utili nel vivere quotidiano. Fatelo quando siete disposti ad accettare che i tempi saranno più lunghi, che il piano della cucina inevitabilmente si sporcherà, che probabilmente andrà tutto pulito.

…ma fatelo! io sono certa che anche voi come genitori inizierete a sentire dentro di voi la felicità di chi contribuisce alla salute del proprio figlio, alla partecipazione attiva alla loro crescita: impareranno che la scelta del cibo è legata alla provenienza e che le verdure hanno una vitalità che li rende nutrienti. Sarà bello osservare come i piatti sulla nostra tavola cambiano in base ai ritmi dell’anno, alla stagionalità; percepire di quali cibi abbiamo bisogno per vivere bene; sentirsi parte di una natura che si trasforma. Diventare consapevoli delle trasformazioni che viviamo durante l’anno. Assumere la trasformazione come naturale. …Chissà, forse anche i cambiamenti ci faranno un po meno paura.


E tu? Cosai hai scelto per la tua vita? Cosa sceglierai per i tuoi figli? 

Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene se non ha mangiato bene.
Virginia Woolf

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